giovedì 27 settembre 2012

Animals

Manca poco più di una settimana all'inizio di "Barbuna & TdC missione Africa" così, in attesa di incontrare nuove strane bestie, la vostra National GeoBarbi vi regala un piccolo video con le foto delle strane bestie incontrate finora... almeno quelle che sono riuscita a fotografare.
Au revoir.

martedì 25 settembre 2012

Scrivere per viaggiare e viceversa



n.b. di nuovo un post in stereo sui due blog, pare che la mia doppia personalità non sia poi così doppia

Tra i diversi motivi della mia blog-latitanza c’è il lavoro per questo concorso http://www.goaroundtheworld.it/
Sembra fatto apposta per me, ma in realtà ho perso in partenza. La prima selezione dei racconti avverrà tramite i “mi piace” di facebook che è una boiata perché significa mandare avanti non il migliore, ma quello con più amici. Ora, capisco che sia un’operazione di marketing e ovviamente si punta su chi porta il maggior numero di contatti ai siti delle agenzie di viaggio coinvolte, ma visto che ho pochi (ma ottimi!) amici le mie speranze si riducono al livello “ci credi solo tu, patetico”. Insomma, come in tanti altri ambiti si punta alla quantità più che alla qualità… ehm, dando per scontato che la mia qualità sia superiore…
Every rose has it's thorn
Just like every night has it's dawn
Just like every cowboy sings his sad, sad song
(Poison- fa sempre ridere)
Ovviamente, però, partecipo lo stesso perché si sa che ogni lasciata è persa e magari parteciperà qualcuno ancor meno popolare di me. Inoltre spero che con questo articolo si commuovano i nostri lettori segreti della CIA (anche chiamare un blog "Le Terroriste" è marketing) che, siccome hanno le mani in pasta ovunque, magari mi danno un aiutino.
Vi avviso quando si comincerà a votare. Help! I’m disable!

venerdì 21 settembre 2012

La faccenda del tempo

La cosa più preziosa al mondo, secondo me, è il tempo.
I Cinderella cantavano: 

"Times keep a changing every day
Watch out now cause it’s heading your way
Seems like the world turned upside down
Seems like everything’s falling down
But it’s all getting better every day
Watch out now cause a good times heading our way
Ah, every day" 

Preziosa e, di conseguenza, costosa. Se fossi ricca non dovrei lavorare, avrei tutto il tempo di fare solo quello che mi piace. 

giovedì 26 luglio 2012

Un paio di cose sul viaggio, secondo me

Ci sono mille tipi di viaggiatori e quello che scrivo non può valere per tutti, ma posso condividere qualcosa di utile imparato sul campo e qualche buon consiglio che ho ricevuto nel tempo.
Viaggiare migliora il mio senso pratico, lo so perché spesso sono rimasta stupita di quello che riesco a fare in situazioni difficili. A Monza posso aver bisogno d'aiuto per rabboccare il liquido tergicristalli dell'auto (il TdC lo considera una prerogativa femminile ovviamente), ma in viaggio ho fatto cose che voi umani...! Qui mi fa schifo aggrapparmi ai sostegni in metropolitana e ansimo al quinto gradino di una scala, a Sumatra ho camminato per nove ore in mezzo alla giungla ficcando le mani nel fango per non scivolare senza un minimo di esitazione.

mercoledì 18 luglio 2012

Si può fareee!

Come in Frankenstein Jr ho avuto un'illuminazione e alla fine ce l'ho fatta: ho organizzato il mio primo viaggio in Africa senza spendere una follia.
Con tutto quello che volevo vedere laggiù, non riuscivo a stendere un programma di due settimane che costasse meno di 3.500 euro. Avrei dovuto tagliarne almeno mille, senza stravolgere troppo l'idea di base, per convincere il TdC che valesse la pena partire. Solo che, più mi addentravo nei labirintici corridoi di internet, più scovavo nuovi luoghi da visitare e l'impresa stava diventando impossibile. Lentamente abbandonavo i parchi del Sudafrica e mi concentravo sugli stati confinanti, più selvaggi, ma con il problema dei trasporti difficili e dei costi improponibili. Sono ancora un'impiegatuccia e, finché non venderò un milione e mezzo di ebook, questo è il mio destino. 

venerdì 29 giugno 2012

Chris Cornell e la luna


Sapete che il genere umano non mi piace granché, ma la Natura ha munito alcune persone di doti favolose. Per esempio ha donato il genio a Leonardo Da Vinci, Tesla ed Einstein; il coraggio agli esploratori come Scott e Shackleton, la fantasia e l’abilità ai miei scrittori preferiti di libri e fumetti; il talento ai musicisti che amo. A Chris Cornell la Natura ha regalato una voce straordinaria e un fascino che, ieri sera a Verona, hanno rapito tutti i presenti.
Due ore e passa di splendido live acustico. Il Teatro Romano è un ottimo sito perché le dimensioni ridotte permettono una visuale perfetta da ogni lato, un’acustica magnifica e un’aria intima nonostante i posti esauriti. Eravamo tutti intorno a Cornell che ha offerto uno spettacolo tra i migliori che abbia mai visto e io ne ho visti davvero tanti. Completamente solo sul palco ci ha davvero impressionato: senza scenografia se non un tappeto, con poche luci non invadenti, qualche chitarra di ricambio e una voce straordinaria. Sembrava lui stesso sorpreso ed eccitato dall’atmosfera che si è creata. Spesso l’intero pubblico seguiva in silenzio per godersi quell’incanto e dopo ogni canzone esplodeva un lungo applauso pieno di urla appassionate e rombo di scarpe sulle gradinate.
In certi momenti allargavo lo sguardo e mi rendevo conto di dove mi trovassi: seduta su pietre posate dai romani, in una notte d’estate con la luna alta nel cielo eclissata di tanto in tanto da nuvole di passaggio, avvolta dal suono della chitarra e dal canto appassionato di Chris Cornell. Che spettacolo!
Avrebbero mai immaginato i romani, quando hanno costruito quel teatro, che un sacco di secoli dopo sarebbe stato invaso da almeno 300 iphone che riprendevano Chris Cornell? Parecchi spettatori hanno seguito lo show attraverso quegli stupidi schermini invece che goderselo. Ecchecacchio! Hai davanti Chris Cornell e pensi solo a filmarlo?? Guardalo in faccia! Ascoltalo! 
Nonostante questo, Chris, sicuramente più tollerante di me, è stato molto soddisfatto della platea. Tutti gli artisti stranieri sono felici di suonare in Italia perché siamo un pubblico caldo e partecipe che li fa sentire davvero apprezzati.
Con me c’era mio fratello (forse gli unici due con cellulari vecchia maniera, quelli che servono per telefonare!) e insieme ricordavamo come Chris fosse un mezzo barbone ai tempi d’oro dei Soundgarden, mentre oggi è un artista maturo e di gran classe. Certo, l’animo grunge è rimasto nell’abbigliamento da bidone di beneficienza, ma è un uomo a mio parere così attraente e particolare che non ha bisogno di fronzoli per ammaliare.
Ha suonato pezzi dai suoi album solisti, ma anche versioni acustiche di brani dei Soundgarden, Audioslave e, con grande apprezzamento del pubblico, dei Temple of the Dog (capolavoro quell’album!) e qualche cover compresa Billie Jean di Michael Jackson. Al primo accenno di HungerStrike l’intero teatro è stato percorso da un brivido e pelle d’oca per tutta la canzone! Bravissimo per tutto il tempo, a voce bassa, acuta, roca, pulita, sussurrando o urlando: Chris Cornell è un cantante straordinario e appassionante.
Durante la serata ha anche parlato moltissimo, ha introdotto ogni canzone, scherzato con il pubblico, raccontato aneddoti rivelandosi, oltre che bravo e bello, anche simpatico.  Presentando una cover dei Pink Floyd ha detto “Questo pezzo è stato scritto da un tizio di nome Syd Barrett che è stato buttato fuori dai Pink Floyd per problemi di droga. Ora, quanta droga ti devi fare per farti cacciare dai Pink Floyd??” e più tardi, per restare in tema di eccessi ha scherzato sul suo insano passato raccontando che quando aveva 24 anni ha girato parecchio l’Italia in concerto con i Soundgarden “Non è che mi ricordi molto di quello che ho fatto dai 24 ai 27 anni, ma sono certo di avere dei bellissimi ricordi dell’Italia!”.
Ieri sera c’era anche la semifinale degli Europei Italia-Germania (non mi piace il calcio, ma quando gioca la nazionale siamo tutti un po’ orgogliosi) e Cornell lo sapeva “Mi hanno dato il permesso di suonare fino a mezzanotte per non disturbare i vicini qui intorno, ma se vince l’Italia credo che possiamo fare casino anche fino a tardi!”. Ovviamente alla fine della partita c’è stata un’ovazione per la vittoria dalle gradinate al palco, ma per il resto Chris è stato il centro dell’universo per più di due ore.
Tra i poveracci come me e Sté che hanno pagato il biglietto 30 euro e quelli che l’hanno pagato 40 e rotti, c’era un cordone che ci relegava alle gradinate più alte (ottima posizione comunque, visto che il teatro è piccolo), ma, quando Cornell è uscito per il bis, qualcuno si è infilato sotto il cordone seguito da un altro, un altro e alla fine siamo scesi tutti sotto il palco come una valanga umana. Il concerto stava per finire quindi valeva tutto! Correndo giù dalle scale sono caduta due o tre volte, ma tanto mi reggevo alla folla intorno. Tutti ai piedi di Chris a cantare Black Hole Sun a squarciagola sperando che non finisse mai, tutti ammassati e sudati come ai grandi concerti di quando ero ragazzina. E come una ragazzina stavo lì a pochi passi dalla star tutta emozionata. Oh quanta nostalgia per quegli anni sconsiderati e fantastici! Li ricordo bene e, battute a parte, anche Cornell li ricorda eccome! Dalle casse prima del concerto è uscita Nobody’s fool dei Cinderella e io e Sté eravamo quasi commossi. Diavolo, sei vecchio quando vorresti tornare adolescente!
Una notte davvero grandiosa da ogni punto di vista.
(nei link dell'articolo qualche video della serata, quindi grazie comunque ai tizi con l'iphone)

Per finire voglio spendere due parole riguardo l’opener della serata. Stando alle locandine avrebbe dovuto esibirsi un duo jazz e non ero entusiasta perché, pur apprezzando la bravura dei jazzisti, ero abbastanza sicura di scoglionarmi. Invece alle 21 è salito sul palco un ragazzo in jeans e t-shirt bianca che si è messo in un angolo con la sua chitarra e ha iniziato a suonare e cantare i suoi pezzi. All’inizio il pubblico ha accolto lo sconosciuto con un applauso educato, ma poi ci siamo resi conto che, accidenti, è proprio bravo! L’Italia ha segnato verso la fine di una sua canzone e il teatro è esploso in un boato che pareva la finale dei mondiali. Al ragazzo è venuto un colpo perché ha pensato che l’esultanza fosse per lui. Qualcuno poi deve averglielo spiegato così ha presentato un altro pezzo dicendo “This is a song about death… to germans”, ha sorriso ed ha cominciato a suonare. Nel suo breve show di mezzora ha inserito anche una cover di Bruce Springsteen chiamando a cantare con lui una ragazza, anche lei bella voce. Questo tizio è stato una sorpresa davvero piacevole e interessante (solo oggi ho scoperto che si tratta di un certo Paul Freeman, da tenere in considerazione per il futuro). Dopo aver suonato è sceso dal palco ed è passato davanti al pubblico uscendo, l’abbiamo applaudito e acclamato sinceramente, dopo la figura fatta con il gol. È passato di nuovo con bibita e panino e abbiamo pensato “Ma non gli hanno dato nemmeno un camerino e qualcosa per cena? E avrà dovuto pagare il biglietto per rientrare?” Scherzi a parte, indagando su internet, sembra che questo giovane gallese sia una promessa della musica. Vedremo, è bravo, ma da donna di una certa età ormai devo dire che non li fanno più i musicisti di una volta!

You may win or lose but to be yourself is all that you can do...

domenica 24 giugno 2012

Africa di lusso

Comincio a capire, studiando il viaggio in Africa, perchè la gente ci vada in viaggio di nozze: per farselo pagare dagli altri! Le cifre che stanno emergendo dalla "fase due" sono impressionanti. Sto facendo una gran fatica per cercare soluzioni che mantengano quelle due settimane sotto i 3.000 euro.
Molte riserve Sudafricane sono private quindi costose. Victoria Falls costa uno sproposito se ci si va con voli di linea in fai-da-te, per lo stesso prezzo i tour almeno ti danno da dormire e colazione, ma 800 euro per tre giorni sono fuori dalla mia portata.

giovedì 7 giugno 2012

Come preparo un viaggio


Post in stereo sui due blog: come preparo un viaggio e come scrivo un racconto.

Prima di tutto scelgo una meta in base alla stagione in cui ho previsto le ferie e ai giorni che ho a disposizione. In questo caso sto progettando circa due settimane in ottobre quindi mi concentro sull’emisfero sud dove sarà primavera. La scelta è tra Africa e Sud America visto che in Australia sono già stata (anche se mi resta molto da vedere laggiù, per quest’anno non mi va di replicare). Provo con l’Africa.
Deciso il continente bisogna scendere nel particolare e si parte dalla mappa che può essere il caro vecchio enorme atlante oppure una trovata in internet. M’interessano soprattutto paesaggi e animali quindi mi concentro sulle zone dei parchi nazionali e delle riserve.  Il problema con l’Africa è che non è tutta percorribile a causa di stupide guerre che distruggono culture e ambienti che invece io vorrei tanto visitare, devo considerare l’accessibilità, anche se so benissimo che spesso sul posto la situazione non è come ce la raccontano qui.
Scarto le mete più difficili, dunque, ma anche, come mia abitudine, le più turistiche perché vado in cerca di qualcosa da vedere con meno gente possibile intorno. È un pregiudizio, me ne rendo conto, ci sono molte bellezze anche nei luoghi più frequentati, ma sapete che io proprio non me la godo se ho vicino più di quattro persone. È una tara mentale che mi toglie il gusto della scoperta se devo condividerla con troppi altri. Ci sono panorami che meritano silenzio, ci sono momenti che mi piace prolungare oltre la tabella di marcia di un tour organizzato, ho bisogno di spazio e libertà di movimento che si adattano con troppa fatica a quelli degli altri turisti. Ho imparato dal Viaggione che è meglio scegliere poche tappe a cui dedicare più tempo, piuttosto che tentare di vedere il più possibile di corsa tra un volo e l’altro. Quindi comincio ad eliminare dalla lista Kenya e Tanzania. Un appunto: verranno ripescate in futuro perché ci sono alcuni parchi poco famosi e molto spettacolari, ma che necessitano di troppo tempo e denaro per essere raggiunti questa volta.
Serve una base prima di tutto, il punto di arrivo più comodo e meno costoso dall’Italia, ma anche in posizione strategica per raggiungere i luoghi che m’interessano (come Bali è un’ottima base per visitare l’Indonesia per i collegamenti con le altre isole). Dunque, scartate Kenya e Tanzania, la base che offre le migliori possibilità organizzative resta il Sudafrica. Ok, mappa del Sudafrica e ricerca degli aeroporti collegati all’Italia. Johannesburg è in posizione migliore rispetto a Cape Town per gli spostamenti successivi.
A questo punto il piano si divide in due fasi: ispirazione ed economia. Prima mi dedico all’ispirazione, poi cercherò le soluzioni con miglior rapporto prezzo/risultato per realizzare il viaggio. L’ispirazione è la parte di ricerca fatta di siti internet, libri, riviste (un grazie ai miei colleghi che per il compleanno mi hanno regalato l’abbonamento al National Geographic) e documentari. Riguardo i documentari tenete presente che molte ispirazioni non vengono solo da quelli sui viaggi e la natura, ma si scoprono mete inaspettate anche in quelli sui misteri, le leggende, la storia. Vale tutto! Girovago tra le informazioni per fare una lista di “cosa c’è di bello da vedere laggiù”. Se googolate il nome di una regione e guardate le immagini, trovate dei siti con informazioni utili e diari di viaggio ancora più utili delle guide.
Sbircio gli itinerari dei tour segnando solo le tappe che m’interessano, spesso uso questo sito perché propone itinerari fuori dagli schemi e ne indica anche i tempi e grado di difficoltà. Così comincio a farmi un’idea di cosa voglio davvero vedere (consultandomi ovviamente con compagni di viaggio, in questo caso Sergio) e prendo nota dei tempi per gli spostamenti.
Dalla fase di ispirazione per il Sudafrica abbiamo scartato tutti i parchi consigliati “per famiglie” e il Kruger che sta nei pacchetti di viaggi di nozze (too easy!) concentrandoci invece su zone diverse. Ecco le nostre scelte.

  • Il Kgalagadi Transfrontier Park che si trova nel nord ovest e comprende parte del deserto del Kalahari (wikipedia dice appunto che il nome Kalahari deriva dalla parola Kgalagadi della lingua Tswana e vuol dire "la grande sete"). Ospita tutti gli animali africani ad eccezione di grandi erbivori (elefanti, rinoceronti e zebre) oltre a specie che si trovano soltanto in questo posto ed è ricco di reperti paleontologici.
  • La regione Kwazulu-Natal che dobbiamo studiare bene perché include diverse riserve naturali che vanno dalle montagne alle barriere coralline e dobbiamo sceglierne solo alcune. Qui troveremo elefanti, ippopotami e coccodrilli e le tradizioni della cultura Zulu.
  • La zona intorno a Cape Town con le spiagge piene di pinguini e i promontori di Hermanus da cui si avvistano tantissime balene (da luglio a ottobre soprattutto) senza bisogno di uscire in barca.
  • Oltre a queste mete Sudafricane ho insistito per aggiungere un paio di giorni in Zimbawe (1ora e 40 di aereo da Johannesburg) dove navigare sul fiume Zambesi osservando elefanti e coccodrilli e poi naturalmente ammirare le maestose cascate Victoria.
Sulla mappa abbiamo tracciato il percorso: Monza - Johhannesburg – Upington (base per raggiungere il Kgalagadi) – Cape Town, Hermanus – Durban (base per Kwazulu-Natal) – Johannesburg – Victoria Falls – Johannesburg – Monza.
Stabilito tutto questo si cercano i mezzi di trasporto e posti dove dormire. Per i trasporti dobbiamo considerare i tempi e visto che sono stretti e i voli interni sono poco costosi cerchiamo i collegamenti migliori, ma lascio una porta aperta agli autobus (il treno costa troppo) perché permettono di godersi il paesaggio durante il trasferimento. Noleggiare un’auto ha il vantaggio della libertà e la benzina costa molto meno che da noi, ma va bene su tratte semplici e asfaltate, non ci arrischiamo con il 4x4 in certi posti se non siamo costretti. Per dormire ci sono parecchie opzioni in città, dove però ci fermeremo pochissimo, la sfida è soggiornare nei parchi. Nel Kgalagadi si affittano chalet e credo che opteremo per quelli. Riguardo il Kwazulu-Natal, come dicevo, è ancora tutto da studiare in base alle tappe che sceglieremo. La fase economica comprende anche la raccolta di informazioni generali: clima e temperature per scegliere l’abbigliamento e l’attrezzatura, tipo di corrente elettrica e comunicazioni (chissà se riuscirò a portarmi l’eeepc), indicazioni sanitarie (non ci sono vaccinazioni obbligatorie, ma comunque le ho già fatte per il Viaggione, la malaria è rara, ma per non rischiare faremo comunque la profilassi. Quasi mi mancano gli incubi del martedì con il  Lariam!), documenti (con il passaporto europeo non si paga il visto in Sudafrica, ma si paga in Zimbawe).
La prima avventura africana della Barbuna prende forma...


p.s. Vi piace il nuovo aspetto del blog?

domenica 6 maggio 2012

Galleria

...ed eccomi a casa con il raffreddore da rientro a postare le foto degli ultimi giorni a Bali.
Queste sono delle splendide risaie di Jatiluwih con temporale in arrivo. C'è un sentiero che percorre questa valle per chilometri su e giù tra le terrazze, noi ne abbiamo seguito una piccola parte.
Poi ci sono le foto (sopra e sotto l'acqua) di Virgin Beach o White Sand Beach che si trova sulla costa est di Bali, pochi chilometri dopo Candidasa prendendo un viottolo a destra mal segnalato con un cartello. E' più grande di Blue Lagoon, ma mezz'ora di motorino più lontana. La mattina che ci siamo andati abbiamo fatto tappa a Candidasa per un caffè e il bagno del bar era pieno di vignette umoristiche. Dietro la cassa c'era poi il cartello: "Men: no shirt-no service. Women: no shirt-free drink".
A proposito di motorino, queste sono le foto (mosse e scattate a casaccio) di scene di vita quotidiana catturate mentre tornavamo a Ubud, non hanno molto senso, ma alcune hanno una certa poesia.
Queste sono altre foto di Ubud: il mercato con me che contratto per le borse (foto di Marco), un cucciolo incontrato in un bar, il laboratorio sotto il nostro alloggio da Dewa con gli strumenti musicali e le maschere per le danze.
Riguardate gli album precedenti perchè ho aggiunto qualche foto che non avevo caricato e altre foto scattate da Marco (che mi deve passare quelle degli ultimi giorni).
Per oggi bsata perchè sono stordita dal raffreddore, vi lascio con le foto e rimando i racconti a quando sarò più sveglia.

venerdì 4 maggio 2012

Sulla via di casa

Domani sarà tutto finito, di nuovo. Ogni volta che torno, mi perdo; devo partire per ritrovarmi.
Mi vedete dentro l'onda?

giovedì 3 maggio 2012

Ultime da Bali


Il prossimo post sarà probabilmente da casa e con quello vi mostrerò le foto degli ultimi giorni a Bali. L'Indonesia è ancora tutta da scoprire per me. Spostandosi di isola in isola o attraverso un'isola si può viaggiare indietro nel tempo, a volte di 30 anni, a volte di un secolo, a volte indietro fino alla preistoria nelle aree più selvagge.
Bali è speciale. È un'isola tutta particolare tra tante isole particolari. Ha del bello e del brutto come ogni luogo, è semplice e complicata allo stesso tempo. Credo sia la base più comoda e attrezzata per trascorrere molto tempo in Indonesia perchè, pur non mancando nulla di “moderno”, conserva un certo fascino primitivo. È la porta verso isole meno facili da esplorare perchè qui l'impatto con l'Indonesia è molto soft, qui le cose funzionano abbastanza bene, la gente è cordiale e l'atmosfera serena. Tornare a Bali dopo Flores (o Sumatra nel 2010) è un passo intermedio verso casa, ma ogni volta vorrei non dover fare questo passo.
Beh, negli ultimi giorni abbiamo girato in motorino, da buoni balinesi, per andare al tempio Besakih e a goderci un po' di mare. Niente da fare per l'isola dei cadaveri, non mi ci hanno voluto portare.
Besakih, lo ricordo due anni fa inondato di gente perchè era festa, era deserto. Non sembrava nemmeno lo stesso posto. All'ingresso fanno pagare la solita tassa poi, più su dove controllano i biglietti, cercano di convincerti che senza una guida locale a pagamento non si possa entrare nel tempio, ma solo fare il giro da fuori dove non c'è nulla da vedere. Rifiutate la guida, non serve affatto. Nel tempio si può entrare benissimo purchè si indossi almeno un pareo a fare da sarong e si rispetti il divieto di entrare nelle aree dove si stanno svolgendo cerimonie e preghiere, come in tutti gli altri templi. La guida di Marco diceva addirittura che i turisti restano delusi dalla visita al tempio per “l'insistenza e la cupidigia” di quelli che si propongono come accompagnatori, dei bambini che vendono cartoline e donne che vendono bibite. È un'esagerazione: le guide hanno rinunciato appena abbiamo varcato la soglia del tempio, le donne con le bibite aspettavano lungo le scalinate e i bambini con le cartoline ci hanno seguito solo all'uscita. Il tempio è bello, enorme e dalla cima si gode di un bel panorama quindi non fatevi scoraggiare. Bali è anche questo.
Donne in splendidi abiti cerimoniali e cani randagi che si azzannano sulla strada; vulcani di oltre 2000 metri ricoperti di foresta e canali intasati di spazzatura; il sole basso che fa luccicare le risaie come specchi e ragazzini spericolati sui motorini; bellissime ballerine e poliziotti annoiati che si divertono a spaventare i turisti per spillare multe; vecchiette che cucinano e ragazze che lasciano offerte agli dei in riva al mare.
Da casa vi racconterò il resto, ma ora, visto che mi trovo 6 ore nel vostro futuro, vado a nanna.

lunedì 30 aprile 2012

Squalo vs TdC e un po' di altre cose

Nonostante Sergio sia piuttosto incazzato perchè Sté è andato a vedere Avengers e lui no, mi concede di pubblicare il video che ha fatto con la sua macchina subacquea. Noterete che è il TdC a dare la caccia al povero squaletto e non il contrario. Solo grazie alla provvidenziale intrusione di un branco di pesciolini azzurri, lo squalo riesce a sfuggire alla minaccia cinisellese.



Come mi trovo a viaggiare in tre? Beh, spesso sono io il terzo incomodo perchè i due ragazzi fanno comunella. Comunque Marco, quando non si fa arrestare, non crea problemi e fa davvero ridere. Basta rispettare i ruoli: loro portano i pesi e io faccio il bucato.
Per i giorni che ci rimangono a Bali abbiamo deciso di alternare gite e mare. A parte le splendide risaie di Jatiluwih che dobbiamo far vedere a Marco, io avevo proposto di andare al lago Batur sotto un vulcano quasi estinto. Solo che sulla guida di Marco c'è scritto che al villaggio sono inospitali e quano muore qualcuno non lo seppelliscono né lo cremano, ma lasciano i cadaveri all'aperto in gabbie di bambù, quindi i ragazzi non mi ci vogliono portare.
Le guide a volte sono utili, soprattutto per le mappe, ma spesso finiscono per incanalare tutti i turisti nello stesso giro perchè la gente lo reputa più sicuro. In realtà uscire e perdersi seguendo l'istinto, la fantasia o il consiglio di un passante, come ci è capitato più volte, è il modo migliore di vivere un paese.

Parentesi di note pratiche varie
1. Se volete vedere i tre laghi del Kelimutu cercate un passaggio solo fino al parcheggio oltre l'ufficio dei ranger (dove pagate 20.000 rupie l'ingresso + 50.000 rupie per macchina fotografica), il sentiero è facile e ben segnalato, non potete sbagliare anche se è buio e dovete portarvi una torcia. Una volta spuntato il sole potete scendere altrettanto facilmente fino all'entrata del parco passando per il sentiero dell'arboreum che vi indica un po' di nomi delle piante. Da lì a Moni è un po' lunga, ma basta seguire la strada asfaltata fino a che incontrate l'unico villaggio interno alla riserva. Venendo dall'alto, alla fine del villaggio c'è la casa di Ambros che ha un grande cortile davanti e, subito dopo casa sua, c'è una stradina sterrata che diventa un sentiero scendendo verso valle attraverso i campi e vi porta direttamente alla cascata. Una volta alla cascata attraversate il ponte di bambù e il sentiero che trovare si ricongiunge alla strada asfaltata a pochi passi da Moni.
2. Questa volta a Ubud abbiamo cambiato più sistemazioni di un redattore di guide. I motivi sono stati diversi: Nick's Homestay aveva una bella stanza, ma era costoso e pieno di uccelli in gabbia che al mattino, giustamente, facevano un casino d'inferno; Warini era una buona scelta nel 2010, ma da allora non hanno fatto manutenzione ed è piuttosto trascurato, soprattutto i bagni, costa poco (15 dollari la doppia con bagno e colazione) e ha aggiunto il free wifi, ma non vale più la pena starci se non si è solo di passaggio e poi i due ragazzi con me stanno diventando fighetti dopo essere stati viziati all'ecolodge Kelimutu; Artini Cottage, al prezzo di Nick, ci rifila una doppia chiamando "extra bed" il materasso per terra per Marco, ci restiamo solo stanotte; lo stesso proprietario ha un'altra struttura più costosa dall'altra parte della strada dove però c'è la piscina che possiamo usare anche noi. Domattina ci trasferiamo da Dewa che sembra il migliore finora visto che allo stesso prezzo (400.000 rupie che sono 40 dollari) ci dà una tripla spaziosa con letti veri e un bel bagno, colazione e piscina (anche se più piccola di quella di Artini). La cosa bella di Dewa è che prima di arrivare alle stanze si passa per un laboratorio dove artigiani locali lavorano alle decorazioni dei templi e alle maschere per le danze tradizionali  (ovviamente documenterò con foto).

Intanto ecco quelle dei villaggi visitati con Mario e qualche immagine della Blue Lagoon Beach
Con più calma vi racconterò più avanti (forse quando sarò tornata a Monza) altri aneddoti che per questioni di tempo o connessione ho tralasciato nei post. Poi spero che i miei compagni di viaggio vi raccontino nei commenti anche le loro impressioni prechè quello che leggete ora è ovviamente solo il mio punto di vista e non sono famosa per l'imparzialità. Cerco di racontarvi senza perdermi troppo nei miei pensieri, ma ne parleremo sul blog quando sarò a casa.
Heaven is a place on earth, cantava la bella Belinda Carlisle un secolo fa, e anche se ancora non l'ho trovato, ho visto luoghi che gli somigliano molto.
Baci alla famgilia e agli amici.

domenica 29 aprile 2012

Immagini da quaggiù

Oggi abbiamo noleggiato i motorini, come da tradizione balinese, e siamo andati in cerca di una spiaggia. Eravamo stati avvisati che a Bali, quando i poliziotti hanno bisogno di prelevare contanti, non vanno al bancomat, ma fermano i turisti in motorino e fanno multe.
La prima volta ci fermano, guardano le patenti internazionali e ci lasciano andare, era un vero controllo. La seconda siamo stati fermati perchè Marco, che ci precedeva, è tornato indietro tagliando un incrocio con il rosso perchè aveva sbagliato strada. I poliziotti l'hanno fatto accostare con grande scena, tipo "Abbiamo catturato il terrorista internazionale". Gli hanno fatto una multa mentre offrivano il caffè a tutti e tre al baracchino sulla strada, beh ce lo offrivano con i suoi 12 dollari dopo avergli detto "O paghi subito o vieni al processo a metà maggio" che è una balla, ma meglio pagare e andare piuttosto che far questioni per pochi soldi. In fondo era davvero passato con il rosso! L'hanno sgridato in ogni modo e ci hanno raccomandato di tenerlo d'occhio. Marco ha pure rovesciato il caffè che gli hanno offerto e loro ne hanno approfittato per fare ancora più scena. Ad un certo punto uno dei poliziotti è andato alla moto e ha tirato fuori anche le manette, ma allora gli altri non ce l'hano fatta a rimanere seri. Tutto finito a tarallucci e vino come da noi. Ci hanno indicato la strada per la bella Blue Lagoon Beach e tanti saluti a 12 dollari.
Per raggiungere la spiaggia siamo passati da Padangbai, il portoda cui due anni fa siamo partiti per le Gili Island. Che paradiso, quanti ricordi.
Vorrei prendermi un paio di mesi per stare in isolamento su Gili Meno e scrivere il mio capolavoro.
La Blue Lagoon è molto suggestiva anche se piccola. Chiedendo indicazioni ai passanti si arriva in motorino al parcheggio, anche se al porto vi dicono che ci si può arrivare solo in barca, poi si scende per una lunga scalinata di pietra fino alla baia. Quindi oggi relax: sole, onde, nuotate e commenti sui personaggi da spiaggia. Domani nuova meta.
Ah, abbiamo rinunciato al Bali Barat National Park perchè servono almeno tre notti fuori visto che il viaggio da Ubud dura circa 7 ore, non abbiamo abbastanza tempo questa volta, ma torneremo.

Ecco ora qualche foto riguardo il viaggio fin qui, sono poche perchè oggi ho una connessione lenta, ma rimedierò nei prossimi giorni.

Scimmie e risaie

Labuan Bajo e Rinca

Kelimutu


Domani caricherò:
Moni e i villaggi nei dintorni
Blue Lagoon Beach
e poi il video dello squalo!!


sabato 28 aprile 2012

V for Voodoo

Eccoci tornati a Bali dopo giorni senza internet tra le splendide montagne dell'isola di Flores. Domani pubblicherò i link agli album fotografici dall'inizio a qui, ma per ora vi lascio al diario dell'avventura al vulcano Kelimutu e dintorni.



martedì 24 aprile 2012

Il mare e le isole a ovest di Flores

Questo mare è vivo.
Tra Flores e Komodo ci sono decine di isole e isolotti alcuni brulli, altri verdissimi, altri circondati da file di mangrovie. Mentre ieri sera tornavamo da Angel Island tre delfini hanno affiancato la nostra barca e questa mattina presto quando siamo salpati per Rinca abbiamo incrociato una foca. Snorkelando ieri intorno alla piccola Angel Island, che ha una bellissima barriera corallina, abbiamo incontrato uno squaletto e Sergio è riuscito a riprenderlo in un breve video con la macchina fotografica subacquea. Ve lo caricherò sul blog appena sarò tornata a Ubud.

lunedì 23 aprile 2012

Paperoga Airlines per Labuan Bajo


Per leggere un fondo di caffè balinese ci vorrebbero giorni, si fa come quello greco, lasciando depositare il caffè nella tazza di acqua bollente. È dolce e pastoso come cioccolata.
Pensavo queste boiate nella notte e sono arrivate subito le 5.00 del mattino, ora in cui il taxi ci avrebbe portati all’aeroporto di Denpasar per volare a Flores. Splendido percorrere all’alba quelle strade nel sud di Bali che durante il giorno sono intasate di traffico.
Arrivati al terminal delle partenze nazionali cerchiamo il nostro volo TransNusa sugli schermi. Non esiste.
Cominciamo a sudare visto che abbiamo gestito tutto troppo facilmente via mail con la gentilissima signorina Vera di TransNusa, chiesti orari e percorsi, pagato con bonifico estero e ricevuti strani e-ticket con timbri apposti a mano e scansionati. Ma ci siamo fidati.
Dopo qualche minuto di perplessità davanti all’elenco delle partenze che non ci includeva, cerchiamo l’ufficio della compagnia, ma apre alle 9 e il nostro volo dovrebbe decollare alle 8. Entriamo allora nell’area dei check in e ci passano tutti i bagagli ai raggi x prima ancora di arrivare ai banchi. Chiedono di vedere il cavalletto della mia macchina fotografica, poi ci fanno passare. Non sappiamo bene come fare visto che il nostro volo ancora non esiste sugli schermi. Ci dirigiamo allora a casaccio verso i banchi dei check in e ne vediamo uno con scritto “Labuan Bajo” che era la nostra meta, ma con il logo di un’altra compagnia aerea. Chiediamo comunque alla signorina del desk che ci fa capire che non ci sono problemi: il nostro biglietto va bene lo stesso anche per la AviaStar. Tutto molto napoletano. Non ci chiede nemmeno i passaporti, bastano i nostri e-ticket scansionati. Pesa la nostra valigia condivisa (il resto dei bagagli resta a Bali in deposito gratuito dove abbiamo prenotato le stanze per il giorno del ritorno), poi pesa noi.
Sì avete letto bene, ci fa salire uno per uno sul nastro pesa-bagagli con in spalla i nostri zainetti e ci pesa! Tutto ok, possiamo passare.
Ancora perplessi arriviamo al passo successivo, lo sportello per la tassa aeroportuale: la tizia guarda i biglietti, ci fa pagare 4$ a testa e ci fa passare. Ancora nessuno ci ha chiesto i passaporti, potremmo essere chiunque. Al controllo bagagli, di nuovo con i raggi x, nemmeno. Al gate nemmeno. Ci portano in pullman fino all’aereo e ancora nessuno sa chi siamo! Però ci hanno fatto tre volte i raggi x al bagaglio.
Decolliamo con questo piccolo quadrimotore pilotato, credo, dalla hostess perché il tipo vestito da capitano è salito dirigendosi verso la coda dell’aereo. Il volo dura un’oretta, ci danno un bicchiere d’acqua e una brioche mentre sorvoliamo un mare così bello che mi dimentico di essere sulla Paperoga Airlines.
Isole, isolotti, scogli, secche e mille sfumature di blu scorrono sotto il nostro quadrimotore rumorosissimo e in un attimo atterriamo a Labuan Bajo. Una pista, un salone che fa da terminal arrivi e una panca sotto il cartello “baggage claim” che consiste in due omini che scaricano le valigie dall’aereo e praticamente per ognuna chiedono “Di chi è questa?”. Che scena!
Fuori dall’aeroporto avrebbe dovuto esserci un incaricato dell’hotel venuto a prenderci, ma visto che avevamo più di un’ora di ritardo forse se n’era andato. Quindi Sergio contratta con un tassista un prezzo inferiore a quello che ci avrebbe fatto l’hotel. Ottimo, partiamo per la città che dista pochi minuti.
Ora dovete sapere che Labuan Bajo è un paesino brutto e sporco che si accalca sui due lati di una via circolare che sale sulle colline e ridiscende fino al porto. Il giovane tassista ci porta sotto un albergo e noi gli facciamo presente che non è il nostro. Lui va, comincia a disperarsi perché non lo trova. Si ferma a chiedere ad un amico che fa una faccia preoccupata e gli indica poi una strada, sempre quella, l’unica del paese. Rifacciamo il giro un’altra volta e mezza finché finalmente arriviamo! Il ragazzo tutto contento ci fa scendere ridendo un po’ di se stesso.
Con il gestore dell’alberghetto organizziamo subito la gita per domani a Rinca e per questo pomeriggio ci fa portare in barca sulla spiaggia di una delle tante isolette qui attorno. Labuan Bajo è un continuo cantiere (piacerebbe tanto ai vecchi) con relativa polvere e rumore, qui dicono che sia un paese in crescita, a noi sembra una mezza discarica. Comunque è tanto brutto il paese quanto son belli i dintorni che si raggiungono con pochi minuti di barca.
Spettacolare barriera corallina ovunque, l’incontro con un cucciolo di squalo e i delfini che sono spuntati accano alla barca ci hanno fatto dimenticare il viaggio sgangherato, ma divertente e la bruttezza del paesino di Labuan Bajo che ha l’unico pregio di essere la porta per queste isole meravigliose e selvagge.
Spero di trovare presto una connessione veloce per caricarvi le foto e i video perché così potrete farvi un'idea di quali bellezze naturali vi sto parlando.
Baci!

domenica 22 aprile 2012

A spasso tra scimmie e risaie

Bali è bella come la ricordavo.
Ieri mattina ci siamo alzati con calma per recuperare la stanchezza del viaggio. Poi abbiamo fatto un primo giro del mercato di Ubud, colorato e incasinato, interessante e labirintico. Ho fatto un paio di acquisti, ma ci tornerò la prossima settimana.
Nel pomeriggio abbiamo portato Marco al Monkey Forest Sanctuary che con le sue centinaia di scimmiette è sempre divertente da vedere. Certo i macachi più grossi mettono un po' soggezione perchè potrebbero aggredirti per un gesto sbagliato e tu non puoi farci niente perchè sono più che protetti: sono sacri. Quindi, se vogliono ucciderti, tu devi stare lì a morire per rispetto!

sabato 21 aprile 2012

Siamo arrivati


Dopo un viaggio pesante come prendere la Salerno-Reggio Calabria a Ferragosto, eccoci a Bali!
Devo comunque fare i complimenti alla Qatar Airways perchè finora la sua classe economy è la migliore che abbia provato, sia per spazio vitale che per servizio.
Alla prenotazione, sul sito, permettevano anche di scegliere il tipo di menù preferito. Al primo pasto, la hostess si avvicina e chiede -Are you Mr Sergio?- e il TdC conferma, lei tira fuori dal carrello un vassoio contrassegnato e glielo porge dicendo che ha un pasto speciale per lui.
Sergio si era dimenticato di aver selezionato “low cholesterol” sul sito e così si è ritrovato per tutto il viaggio (14 ore esclusi gli scali) con questi tristi piatti di carotine e panini integrali. Che ridere! Non che io abbia mangiato benissimo, nella norma per i pasti aerei, ma faceva ridere lo stesso!
Una cosa bellissima invece è stata osservare un temporale dal cielo. Eravamo quasi arrivati dopo lo scalo tecnico a Singapore, ormai stavamo già sorvolando l'Indonesia verso Bali e mi sono messa al finestrino (nella fila da tre eravamo soli) per guardare il tramonto.
Che spettacolo le nuvole incendiate sopra il mare e le isole! Ad un certo punto, come se l'ala dell'aereo me lo indicasse, ho visto in lontananza un enorme ammasso di nubi scure e mentre passavamo a distanza ho potuto vedere i fulmini illuminarlo dall'interno! È rimasto visibile fin dopo il tramonto perchè lampi e fulmini lo facevao risplendere nel buio. Wow!
Atterrati, oltre alla stanchezza del volo (non fai nulla per un giorno intero eppure arrivi distrutto) ci siamo ritrovati nella afosa notte di Bali sud alla quale non eravamo più abituati. Sbrigate le formalità (al controllo immigrazione mi hanno fatto gli auguri leggendo la data del mio compleanno sul passaporto), abbiamo prelevato in moneta locale, perchè cambiare non conviene, e preso il taxi per Ubud. Che bella sensazione riconoscere le strade, rivedere gli sciami di motorini, ritrovare i vecchi punti di riferimento.
Tranne uno. Volevamo tornare a dormire nella guesthouse del 2010, economica e caratteristica, così Marco, che è arrivato a Ubud nel pomeriggio, è andato a cercarla con le mie indicazioni autistiche. L'ha trovata, ma non aveva posto e neanche quella vicina che era la seconda opzione. Così ha girovagato un po' e alla fine ha trovato Nick's Homestay un posto molto bello anche se un po' costoso perchè avevano libera solo la “superior”. Avevamo bisogno di riposare ed era già buio (qui fa buio alle 18) quindi va bene. La stanza è esagerata, una suite per famiglie e noi tre ci stiamo ben larghi. Ha una doccia gigante con i sassi (ciottoli suggerisce Marco) al posto delle piastrelle per terra.
Sì, le ore di volo sono tante, bisogna ri-abituarsi al clima tropicale, e stamattina a colazione ho esordito con -Ma questo melone non sa di niente!- al che Sergio e Marco in coro -Per forza, è una papaya.-, ma... sono strafelice di passare il compleanno a Bali!!

giovedì 19 aprile 2012

Arrivi e partenze

Franceso è arrivato ieri a Edimburgo! Grandissimo!
Le notizie sono state frammentarie dopo il suo intervento sul blog perchè, tra le altre cose, ha perso il cellulare. Come dico sempre, però, senza imprevisti non sarebbe un'avventura. Se troverà il tempo vi aggiornerà lui stesso su queste pagine.
Intanto oggi finalmente parto anch'io!
Marco è già a Bali da martedì e dice che fa caldissimo. Io e Sergio abbiamo il volo oggi alle 16 da Malpensa e, dopo uno scalo stanotte in Qatar, domani sera ci scaricherà alla nostra meta. Evviva!
Il prossimo post sarà da Ubud.
Ciao a tutti!

giovedì 5 aprile 2012

Psicopatia da viaggio

Ma c'è anche un altro odore nell'aria, odore di fuochi lontani, con un vago sentore di cannella: è il profumo dell'avventura!
da Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu di Walter Moers

Mentre aspettiamo che Francesco trovi un internet cafè dal quale aggiornarci, io non vedo l'ora del 19 aprile per imbarcarmi nella nuova avventura indonesiana. Come al solito ho preparato un programma autisticamente completo che ovviamente rispetteremo poco. Il viaggio comincia da casa, ma poi prende vita da solo strada facendo e a me piace anche farmi trasportare dalle soprese del momento. Quindi quello che sto per riferirvi è il piano a grandi linee.