mercoledì 21 ottobre 2026

Arrivederci Kenya

Lasciato il Castle Forest lodge dopo colazione, siamo scesi dal Monte Kenya verso Nairobi. 

Lungo il tragitto avevamo degli acquisti da fare per noi e per gli amici a casa.

Per prima cosa, ci siamo fermati a comprare pacchi di tè allo spaccio di una piantagione. Sonia si è appassionata al tè misto kenyano che prendeva a colazione con Peris. La valle era una distesa verde di piante mature punteggiata dagli abiti colorati dei lavoranti che raccoglievano le delicate e preziose foglie a mano. A vederli da lontano sembravano fiori tra i cespugli di tè.

Più avanti abbiamo attraversato una zona di risaie dove Peris e James hanno fatto scorta di sacchi di riso. Su entrambi i lati della strada per qualche chilometro non c'erano altro che negozi e magazzini pieni di sacchi di riso.

Durante una sosta in un centro commerciale abbiamo comprato cracker e biscotti per il viaggio aereo, poi tutta una tirata fino a Nairobi dove Peris ci ha portate a comprare souvenir presso un'associazione che dà lavoro a donne in difficoltà, vedove, ragazze madri, lavoratrici licenziate da aziende fallite durante la pandemia. Hanno due laboratori: uno lavora il pellame e produce borse, cinture e altri accessori; l'altro lavora la ceramica e produce bigiotteria e oggettistica. Ci ha accolte Margareth, giovane rappresentante dell'associazione che ce ne ha raccontato la storia. Le ho detto che non eravamo interessate ai prodotti in pelle, quindi ci ha accompagnate in un tour delle varie fasi della lavorazione della ceramica. Dalla materia prima raccolta sul monte Kenya alla scultura di statuine, perline e gioielli, dalla pittura alla cottura, tutto il lavoro viene fatto a mano dalle artigiane che ci salutavano dai loro banchi. Infine, prima di lasciarci curiosare nel negozio, Margareth e le sue colleghe hanno interrotto il lavoro per cantare in coro una tradizionale canzone di benvenuto con tanto di danza e tamburi. Sonia e Peris hanno partecipato al ballo e altri clienti arrivati nel frattempo si sono uniti a loro, mentre io, che sono un tronco, mi sono limitata a fare foto e filmati.

Terminati gli acquisti, ci siamo diretti in aeroporto. Abbiamo salutato e ringraziato James che ha fatto promettere a Sonia di venire in Kenya almeno quattro volte, quindi gliene mancano due. Poi abbiamo salutato la cara Peris che fa da mamma a tutti i suoi amici, comprese noi. Ci ha riempite di baci, raccomandazioni, benedizioni e abbracci da distribuire anche a casa a mio fratello, Simona, Francesca e Francesco. Ci mancherà, ma torneremo perché abbiamo ancora tanto da vedere in questo variegato angola d'Africa.

L'attesa in aeroporto è sempre noiosa ed eravamo stanche per la lunga giornata. Inoltre, il nostro volo Air Arabia era dato già con mezz'ora di ritardo e, per timore di passare un'altra notte a Sharjah, ci eravamo preparate infilando tutto il necessario nei bagagli a mano, tanto che il mio zaino pesava più della valigia da stiva. Ho deciso che sostituirò lo zaino con un trolley perché non ho più l'età per trascorrere tante ore negli aeroporti con otto chili sulla schiena.

Giriamo per i negozi del terminal e bivacchiamo sulle poltrone cercando di restare sveglie per riuscire a dormire nella scomoda classe economica low cost.

Un'ora prima della partenza, la voce all'altoparlante chiede a tutti i passeggeri del nostro volo di recarsi al gate numero 10. Ci pare presto, ma ci presentiamo e ci mettiamo in fila. L'assistente di terra controlla i documenti di viaggio di ognuno e poi lo rimanda sedersi. Ci domandiamo a cosa serva, forse a velocizzare poi l'imbarco visto che l'aereo è già in ritardo? Non ha molto senso perché l'identità di tutti dovrà essere verificata lo stesso quando saliremo. Temiamo che stiano distribuendo in anticipo i voucher di alberghi per chi è destinato a perdere la coincidenza, ma noi dovremmo avere abbastanza tempo per il volo successivo verso Orio, sempre che il ritardo non aumenti nel frattempo. I nostri passaporti e biglietti ci vengono restituiti senza una parola e torniamo a passeggiare per il terminal finché non veniamo richiamate di nuovo al gate numero 10. gli assistenti controllano che ci siamo tutti e dalla vetrata vedo il nostro aereo pronto. Attendiamo altri minuti in fila senza che accada nulla, poi un'assistente prende il microfono e annuncia che ci imbarcheremo dal gate numero 9. Per un attimo tutti noi restiamo impalati per la sorpresa: ci avete chiamati e controllati due volte al 10 e poi ci mandate al 9? Superato lo smarrimento, la folla si riversa disordinatamente verso il nuovo gate dal quale usciamo e raggiungiamo l'aereo a piedi sotto una leggera pioggia. Una volta saliti tutti, l'aereo comincia il rullaggio verso la pista. Mi volto e Sonia sta già dormendo con suo nuovo cuscino da viaggio al collo, quello che aveva all'andata si è bucato. Ecco, penso, adesso falliremo il decollo e l'aereo prenderà fuoco. Invece, nonostante la mia amica russasse già, fila tutto liscio.

Allo scalo di Sharjah, scendiamo dalla scaletta prendendo un colpo di calore del deserto per essere caricati un autobus con l'aria condizionata a meno venti gradi che ci lascia davanti al terminal. Nuove botte di caldo e gelo in sequenza. Le scale mobili si riempiono di gente che ha fretta di prendere i voli di coincidenza perché nessuno verrebbe di proposito in questa città. Peccato al piano di sopra gli addetti allo smistamento si siano piazzati proprio davanti alle scale e l'ingorgo che si crea mentre le scale continuano a girare fa cadere un sacco di gente. Ho finito le bestemmie e resto calma, prendo Sonia e ci sfiliamo dalla folla. Trovo una signorina con il giubbotto con la scritta “How can I help you?” delle informazioni e le mostro i nostri biglietti. Risponde subito che il nostro volo partirà dal gate 24, quindi ci dirigiamo ai controlli di sicurezza mentre gli altri sono ancora incastrati tra le scale mobili e gli addetti ai transfer. Il volo per Orio è incredibilmente in orario, ma pieno di bambini che piangono e urlano e genitori che tentano di tenerli buoni con canzoncine a tutto volume dagli smartphone. Per non farmi mancare nulla, gli sbalzi di temperatura mi hanno procurato un mal di pancia che mi tiene sveglia e mi costringe a diverse visite alla toilette. Sei ore d'inferno dopo atterriamo in Italia.

Bentornate a noi!

Qui sotto i link agli album fotografici e video di questa splendida seppur breve vacanza. Alla prossima avventura!

PARCO NAZIONALE MERU

DA MERU A KORA

LODGE IKWETA E PASSEGGIATA AL TRAMONTO

MONTE KENYA

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