Ah, mi segno qui una nota importante perché di anno in anno mi dimentico come funziona l'acqua calda in camera e, se sono troppo stanca, mi arrendo e finisco per farmi la doccia fredda: bisogna prima aprire il rubinetto, ma poco poco, e aspettare che cominci a scendere l'acqua e si scaldi, potrebbe volerci qualche minuto, poi quando è bollente, aprire di più il rubinetto così scende più forte e si raffredda. Fine dell'appunto.
Lo staff è sempre amichevole ed educato, in particolare quando arrivo io perché Peris raccomanda a tutti di prendersi gran cura di me, d'altra parte è il braccio destro della proprietaria Sally e le basta un'occhiata per far scattare tutti sull'attenti. Mi sento quasi in imbarazzo.
Comunque, l'ultimo giorno, mi sono goduta una bella colazione al sole in terrazza, mentre preparavo gli album con le foto della settimana (vi metto i link alla fine). Mi sono alzata prestissimo e ho osservato la città svegliarsi mentre gli uccellini cinguettavano tra le piante disposte intorno ai tavoli. La sveglia di buon ora mi avrebbe aiutato anche a dormire in aereo.
Più tardi mi ha raggiunta Peris insieme a una signora che fa la parrucchiera nel quartiere perché avevamo deciso che mi sarei fatta fare le treccine prima di tornare a casa. Così, sedute a un tavolo un po' defilato, io mi sono rilassata affidandomi alle abili manine della signora, mentre loro chiacchieravano nella loro lingua, probabilmente spettegolando come si fa con ogni parrucchiera del mondo. Non ho osato farmi acconciare tutta la testa, c'ho un'età, ma alla fine ero molto orgogliosa delle mie treccine laterali.
Dopo pranzo, è arrivato il momento di salutarsi e farci la tradizionale foto sul divano della reception, tra dieci anni le metterò tutti in fila per vedere come siamo cambiate. Alla prossima, amica mia!
L'autista James mi ha accompagnata in aeroporto perfettamente in orario. Lo scalo di Nairobi, credo sia il più controllato al mondo, in nessun altro ho incontrato procedure di sicurezza tanto scrupolose. Ancora prima di entrare nel terminal delle partenze internazionali, ci hanno fatto allineare tutte le valigie sul pavimento dell'atrio, poi è passata un'agente della dogana con il cane che le annusava in cerca di droga, esplosivi o altro. L'accesso al terminal è consentito solo ai passeggeri, nessun accompagnatore è ammesso, nemmeno nell'area check-in e i bagagli passano sotto uno scanner subito all'ingresso. Dopo il check-in delle valigie da stiva, si passa a un altro controllo di sicurezza, con i bagagli a mano scannerizzati e le persone pure, dentro una sorta di cabina telefonica dove tenere gambe larghe e braccia alzate. Solo allora si può proseguire per il gate. Mi piace passeggiare per gli aeroporti nei momenti di attesa, immaginare le storie degli altri viaggiatori, osservare i diversi negozi e ristoranti che si trovano in varie parti del mondo. L'unica cosa che detesto è il reparto profumi dei duty free: quando ci passo vengo soffocata dal miscuglio di fragranze spruzzate dai tester, mi viene subito mal di testa, quindi di solito li attraverso di corsa trattenendo il respiro.
Comunque il volo per Doha è partito in orario poi, dal Qatar, avrei preso la coincidenza per Malpensa. Riguardo le ore di scalo trascorse nell'immenso aeroporto di Doha che contiene perfino un parco con alberi veri, questa foto è un ricordo per pochi intimi, chiamiamola vignetta senza parole come sulla Settimana Enigmistica.
E niente, alla fine sono atterrata a Malpensa e, svegliandosi all'alba, Sté e la Simo sono venuti a prendermi per riportarmi da Bio. Grazie!
Ecco i link alle foto di questa breve vacanza
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