domenica 26 marzo 2017

Fuga da Seminyak

Venerdì sono stata all'ufficio immigrazione di Denpasar per il secondo appuntamento (vi racconterò l'iter per bene, non appena ne sarò uscita) e, quando mi hanno consegnato la ricevuta con la data in cui finalmente mi restituiranno il mio passaporto, mi son passate per la mente imprecazioni in italiano, inglese e indonesiano: 4 aprile. Come 4 aprile? Altri dieci giorni d'attesa a Seminyak?


Sono tornata in albergo pensando a come migliorare la mia permanenza in un luogo che detesto, ripetendomi che c'è di peggio e aggrappandomi alla storia di risparmiare sul trasporto. Alla fine, però, ha prevalso una della voci nella mia testa che urlava: eh no, cara, di restare qui a deprimersi proprio non se ne parla! 
Così domani me ne vado a Ubud e ve lo dico con un gran sorriso. Anziché in taxi, risparmierò in psicanalisi, e poi è solo per una volta. Prenotare il nuovo alloggio mi ha illuminato l'umore e per avere la stanza bastano la fotocopia del mio passaporto e la ricevuta dell'ufficio immigrazione. Per noleggiare un motorino, invece, dovrò aspettare di riavere il mio documento perché i poliziotti per la strada non vedono l'ora di fermare una turista con qualcosa fuori posto per pagarsi la colazione. 
Non appena sarò in regola, vi porterò alla scoperta della parte migliore dell'isola, ma nel frattempo da Ubud partono anche bei sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta. Mi manca il verde, il mio colore preferito, e l'interno di Bali è uno smeraldo, credetemi.
Scimmiette, scoiattoli e uccellini mi aspettano nei giardini, tra le risaie, e le case tipiche con sculture e decorazioni in pietra e legno, nei dintorni di piccoli templi dove ogni sera si può assistere alle danze che raccontano episodi della mitologia balinese. C'è anche uno dei mercati più belli che abbia mai visitato, se la gioca con i souk di Essaouira e Marrakech in Marocco.
E poi c'è Nyepi e sono felice di poterlo vivere in una cittadina famosa per l'arte e l'artigianato, so già che le maschere dei demoni saranno spettacolari. 
Insomma, non vedendo la luce in fondo al tunnel, ho buttato giù la parete.
Ci vediamo dall'altra parte, compagni di viaggio.

P.s. Tanto per darmi il colpo di grazia: mi sono svegliata con la stanza allagata dal temporale di stanotte. La valigia e lo zaino erano sul pavimento perché non ho un armadio e quando li ho sollevati gocciolavano. Piove ancora e la roba che ho steso fuori sotto la tettoia se ne sta molle a compatire il mio ottimismo. Intanto, asciugo lo zaino del computer con il phon.
Ho proprio bisogno di imparare nuove lingue per imprecare.





8 commenti:

  1. Ti consiglio di studiare la lingua nera di Mordor: efficacissima, in certi casi :P

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  2. Sento già l'entusiasmo che trasmette la prossima meta! Però se era solo per le risaie ti avrei ospitata da me volentieri per tutta la stagione :-P

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    1. Sono appena arrivata e mi pare ci sia il sole anche se piove :)
      La prossima volta che avrò nostalgia delle risaie verrò da te, ma per ora mi accontento di Bali!

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  3. Sto ancora ridendo per il "no Maria io esco"

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    1. Ridevo pure io quando l'ho pubblicato :)

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  4. Potrebbe andare peggio...potrebbe piovere 😊

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