giovedì 4 dicembre 2014

Italiani all'estero

Parco Nazionale d'Abruzzo
Sono la prima che si lamenta di come vanno le cose qui, in mezzo al Mediterraneo, e ogni volta che posso, fuggo lontano. Non mi piace, però, l'atteggiamento da "tu vo' fa' l'americano" che assumono i miei connazionali quando si trovano all'estero.
A Maui ho incontrato tanti, troppi, italiani, molti dei quali vivono là stabilmente. Parlare con alcuni di loro mi ha intristito perché non mi piace sentir parlare male del mio Paese. Sembra che si vergognino delle proprie origini, salvo poi comportarsi proprio come i peggiori italiani all'estero: presuntuosi, cafoni e vanitosi. Li riconosci subito!

L'Italia è senza dubbio un Paese governato (e abitato) principalmente da ladri e truffatori, uno Stato che uccide i sogni soffocandoli con una burocrazia folle e un carico di tasse ormai insostenibile, un luogo dove è sempre il più furbo, e non il più bravo, ad avere successo. Tutto questo è vero, ma è vero ovunque.
Val di Mello
Non mi sento peggiore di un tedesco solo perché i suoi treni arrivano in orario; non mi sento peggiore di un americano perché è più libero sotto tanti aspetti, salvo poi farsi governare dalle lobby delle armi e dover pagare per cure mediche di base (mio fratello si è rotto la caviglia due volte in tre anni e in USA sarebbe coperto di debiti). 
L'Italia ha indubbiamente una lunga lista di difetti e mi maledico ogni domenica quando guardo Report e poi vado a dormire incazzata, ma non è il peggior luogo del mondo, almeno non ancora.
Stromboli
Durante i miei viaggi ho conosciuto persone di tante nazionalità e tutti avevano da lamentarsi del proprio Paese, ma mai quanto gli italiani che forse sono lamentosi di natura. Quello che voglio dire è che ci sono persone buone e cattive dappertutto, sistemi difettosi in ogni nazione, politici che mentono, rubano e raggirano la gente in ogni parte del mondo, l'ingiustizia e la maleducazione sono globali.
L'isola di Maui, dove il fenomeno del "tu vo' fa' l'americano" è diffusissimo, è stupenda nella sua parte più selvaggia, quella grezza, dove dominano l'oceano, il vento e la foresta, quella dove vivono i surfisti. Passando, però, per Kihei ho trovato grandi hotel e resort con desperate housewives che prendevano il sole leggendo riviste di gossip e lì era decisamente meno bello. Per chi si è trasferito laggiù seguendo la passione per lo sport è certamente un paradiso, ma, come si dice da noi, non è sempre tutto oro quello che luccica.
Paestum
Probabilmente un giorno mi trasferirò dove posso vivere scalza in mezzo alla natura, ma mi mancheranno le cose belle del mio Paese che, vi assicuro, sono tante. Abbiamo le città d'arte più belle del mondo, il cibo migliore in assoluto, una storia e una cultura invidiabili, paesaggi favolosi dalle Alpi alla Sicilia, uno spirito di accoglienza e ospitalità unico in Europa e di tutto questo vado fiera, anche se purtroppo tendiamo a devastare tutte queste ricchezze invece che valorizzarle.
Riguardo l'accoglienza, poi, si parla tanto del "problema dell'immigrazione" e, anche sorvolando sul fatto che le persone che arrivano sulle nostre coste dall'Africa sono spinte a partire da guerre e povertà causate proprio da europei e americani, quello che vedo sono navi della marina e della Guardia Costiera italiane che salvano i disperati da rovinosi naufragi, mentre il resto del mondo sta a guardare.

Insomma, il confine tra il bene e il male passa dentro ogni persona e non tra Monza e Haiku.

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