mercoledì 21 maggio 2014

Come ti organizzo un viaggio alle Hawaii - parte 1

La prossima meta della vostra NatGeoBarbi sono le lontanissime isole Hawaii con partenza il prossimo 14 ottobre. Ora vi spiego.
Quando qualcuno dice che andrà alle Hawaii, tutti lo immaginano con una ghirlanda di fiori al collo, sdraiato su una spiaggia bianca bevendo cocktail in un resort tra le palme. Io, invece, penso a questo:
la lava del Kilauea incontra l'oceano
Vi ho già parlato dell'affascinante geologia dell'arcipelago hawaiano in questo post, dunque sapete che il motivo principale della mia scelta è la passione per i vulcani, ma per convincere il TdC, che mi rimprovera di portarlo sempre in ferie a un passo dalla morte, ho giocato la carta del windsurf... Mi piace vincere facile! Così ho strutturato il viaggio in due parti: una settimana di vulcani su Hawaii (l'isola principale soprannominata dai locali, con enorme sforzo di fantasia, Big Island) e una settimana su Maui dove si trovano i principali spot per gli amanti del windsurf.
Come ormai sapete bene, organizzo tutto in autonomia facendo ricerche sul web, soprattutto sui blog e tra i racconti di chi c'è stato, senza fermarmi ai suggerimenti delle guide e dei tour operator perché mi piace sperimentare le vie meno battute e godermi le bellezze del luogo senza spintonarmi con altri turisti. 
Per prima cosa ho cercato il volo internazionale per Hilo e non è stato facilissimo. Abbiamo scelto il mese di ottobre perché costa meno e il clima è comunque ottimo. Per trovare un buon prezzo ho tentato con diverse date di partenza e ritorno considerando anche la durata del volo perché non ho intenzione di passare 20 ore in uno scalo solo per risparmiare 50 euro, ma nemmeno sprecare 500 euro per arrivare due ore prima. Il fuso orario avvantaggia l'andata perché, pur dopo 22 ore di volo, si arriva lo stesso giorno; al ritorno, invece, si arriva a Milano due giorni dopo anche se il volo dura 23 ore. Sembra infinito, ma d'altra parte stiamo parlando di isole che distano migliaia di chilometri da qualsiasi costa e bisogna farsene una ragione.
Tolte le giornate di viaggio, restano 15 celle libere sul mio file excel del programma, 15 giorni interi da riempire con tutto quello che ci piacerebbe fare e vedere.
Quindi è cominciata la mia fase preferita: riempire le celle vuote! Prima faccio un elenco dei luoghi e delle attività che ci interessano assegnando a ciascuno una giornata. E' chiaro che, per esempio, la visita al Pacific Tsunami Museum non durerà un giorno intero, ma come vi ho già spiegato qui lascio spazio al tempo libero per i cambi di programma, le sorprese e il relax. Per questo ho lasciato in bianco anche i giorni in cui voleremo da un'isola all'altra, anche se il volo interno da Hilo a Kahului dura solo 40 minuti. Ci sarebbe piaciuto spostarci tra le due isole via mare, ma non ci sono traghetti su questa rotta, va beh.
Atterreremo a Hilo alle sei di sera quindi per prima cosa ho cercato un posto per dormire e, dopo varie ricerche e confronti, ho scelto il Wild Ginger Inn un carinissimo bed & breakfast dai prezzi ragionevoli e in buona posizione per muoversi a piedi in paese. Ho imparato a conoscere la cittadina di Hilo nel bellissimo libro Tsunami di Walter Dudley e Min Lee, un appassionante resoconto storico e scientifico sulle onde anomale che, ovviamente, parla tantissimo delle Hawaii dato che la loro posizione in mezzo al Pacifico le rende l'inevitabile bersaglio degli effetti marini causati da qualunque terremoto si scateni dall'Alaska al Cile. In particolare la baia di Hilo è stata colpita innumerevoli volte e perciò è divenuto un centro all'avanguardia per lo studio di questo fenomeno straordinario e per le misure di sicurezza adottate. Tranquillo TdC, se il mare si ritira scappiamo sui vulcani!
A Hilo, come su tutto il versante est di queste isole, pioverà spesso, in ogni periodo dell'anno, perché i monti delle Hawaii sono l'unico ostacolo che incontrano le nuvole e qui si fermano a rovesciare acquazzoni, il versante opposto è invece protetto proprio dalle montagne e gode di un clima più sereno. Teniamone conto, ma non preoccupiamoci perché c'è il vento, che poi porta via le nuvole, e basta spostarsi un poco per trovare il sole. Non sarà  la pioggia a rovinare il viaggio, basta portarsi un k-way!
Da Hilo si raggiunge agevolmente il Volcanoes National Park, ma naturalmente io non intendevo visitarlo con una classica gitarella della domenica insieme al ranger che accompagna orde di bambini e ciccioni unti di hambuger. Io ho trovato la via avventurosa! Tramite i suggerimenti del Wild Ginger Inn, ho scoperto un rifugio isolato che sorge su antiche colate laviche. Ha solo due "stanze" (capanne con il bagno in giardino) ed è gestito da Cheryl e Scott, due esperte guide vulcanologiche. La coppietta offre, insieme al soggiorno nella graziosa capannina fuori dal mondo dove non arriva nemmeno la linea telefonica, escursioni molto speciali in piccoli gruppi, non adatte ai personaggi citati prima, che si chiamano Poke-a-stick. Solo con loro si può accedere alle aree vietate ai normali turisti e letteralmente ficcare un bastoncino nel fiume di lava per farsi il proprio pezzo di giovane crosta terrestre personale. Quindi la mia prima missione foto sarà questa.
al posto del tizio ci sarò io!
Passeremo due notti al Lava Refuge perché il primo giorno faremo l'escursione da cinque ore per pucciare il bastoncino che parte il pomeriggio e finisce alle 9.30 di sera per godersi anche il tramonto e lo splendore della lava quando scende il buio; il secondo giorno ci aspetta la salita fino al cratere Pu'u O'o passando per i magnifici panorami della costa in continua formazione e trasformazione. Se ci sarà tempo vorrei fare anche il giro in barca per osservare la lava colare in mare tra nuvole di vapore, ma non ho ancora deciso. In ogni caso, per affrontare serenamente tutto questo, dovrò fare un po' di allenamento in montagna e a questo penserà Sabina, la nostra amica super camminatrice, che mi addestrerà in questi mesi prima del viaggio con la pazienza che manca al TdC. 
In un'altra cella ho inserito il monte Mauna Kea. Sulla cima di questo vulcano spento si trova uno dei più grandi osservatori astronomici del mondo perché l'altitudine (oltre 4.000 metri) e l'isolamento lo rendono un sito perfetto. E' possibile salire in autonomia a guardare il tramonto da sopra le nuvole e poi, scendendo al visitor center, i ranger mettono a disposizione gratuitamente i telescopi e guidano nell'osservazione del cielo notturno. La vista sarà spettacolare, sia guardando verso il cielo che verso il panorama terrestre durante la salita. Mi appunto: lassù c'è la neve, tenerne conto quando si prepara la valigia!
L'interno dell'isola Hawaii è una giungla piena di cascate e ovviamente tengo da parte un giorno per una passeggiata nella natura e una tappa alle grotte formate da un'antica colata lavica che ha lasciato un tunnel di 25 miglia una volta fluita via, visitabile gratuitamente. Mi appunto: portare la torcia frontale perché non c'è illuminazione e la luce naturale filtra solo per alcuni metri dall'ingresso.
Infine abbiamo tempo per una visita al Pacific Tsunami Museum che si raggiunge a piedi dal Wild Ginger Inn e un po' di spiaggia anche se per il mare ci teniamo i giorni a Maui.
Questo è il programma per la prima metà del viaggio. Nel prossimo articolo vi parlerò dell'isola di Maui che non ci riserverà solo spiagge, onde giganti e windsurf...

6 commenti:

  1. Sei sempre la migliore organizzatrice che io conosca.....mitica!!!
    Buon appetito Simona!!!:-)

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  2. Firmati, Yurix!
    ...e forza,che non vedo il flusso delle copie!

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  3. vedi che mi hai riconosciuto!!!!non mi sono firmato apposta:)
    ....

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  4. ma non prevedi un bel concerto di Ukulele? :)

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    1. Con l'ukulele mi ha smaronato perfino Eddie Vedder, che normalmente adoro... quindi direi di no!

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    2. Allora portami Stich!

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